CONDANNATE LE ASSICURAZIONI, DOVRANNO RIMBORSARE LE SOMME INGIUSTAMENTE VERSATE

amministratore
By amministratore novembre 30, 2015 00:05

ganasceImportante sentenza della Corte di Cassazione. Sotto la lente di ingrandimento finisce lo scandalo del caro Rca-auto. Gli automobilisti che per anni sono stati mortificati dal cartello delle assicurazioni potranno difendersi dalle illegittimità e dagli abusi delle compagnie assicurative che gonfiano i dati nascondendosi dietro l’alibi di presunte irregolarità e di elevata percentuale dei sinistri e disdicono le polizze al fine di aumentare i prezzi e creare emergenze sociali. Secondo la Cassazione l’assicuratore d’ora in poi è obbligato a restituire i soldi al cliente che non è stato avvisato della liquidazione dell’incidente e dell’aumento del premio, o danneggiato da illegittime disdette per favorire le speculazioni del cartello delle compagnie. Si tratta, quindi di una sentenza rivoluzionariaper chi ha subito soprusi sborsando enormi cifre, che finalmente potranno ottenere giustizia. I giudici hanno deciso di far pagare il conto e di colpire nelle tasche chi aumenta indiscriminatamente i prezzi con l’alibi di falsi incidenti o disdette pretestuose delle polizze. Gli Ermellini hanno sancito un punto chiaro: restituisce i soldi l’assicuratore che liquida un sinistro e aumenta il premio senza avvisare il cliente. Di qui, il cambio di rotta. Per la Suprema Corte, alla quale ora dovranno fare riferimento i giudici di primo grado, è illegittimo il declassamento dalla fascia di merito in base alla clausola bonus-malus, se l’assicuratore non ha prima comunicato e informato di ciò il diretto interessato, e pertanto non può essere un alibi per le compagnie per disdire o aumentare all’infinito i premi della polizza RcaSi prevedono migliaia di procedimenti giudiziari da parte degli automobilisti beffati…..

Info:  [email protected]

amministratore
By amministratore novembre 30, 2015 00:05
Scrivi un commento

Nessun Commento

Non vi sono commenti!

Non ci sono ancora commenti , ma puoi essere il primo a commentare questo articolo .

Scrivi un commento
Visualizza Commenti

Scrivi un commento

Your e-mail address will not be published.
Required fields are marked*